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I nativi americani alla Casa: "Abbandonate il nome Cherokee"

La Jeep dovrebbe smettere di utilizzare il nome Cherokee per identificare i suoi modelli. La richiesta è arrivata per iscritto alla redazione di Car and Driver e porta la firma di Chuck Hoskin Jr., il capo della Cherokee Nation, ossia la più grande delle tre tribù Cherokee riconosciute dal governo federale degli Stati Uniti.

Onore e rispetto. Nel 1974, la Jeep presentò la prima Cherokee, una fuoristrada a due porte simile a una station wagon rialzata. Da quel momento, la Casa statunitense ha usato il nome della tribù ininterrottamente, fino ai giorni nostri. Ora, però, dopo più di 45 anni e con l'imminente arrivo della nuova Grand Cherokee, i nativi americani hanno chiesto di porre fine all'utilizzo della celebre nomenclatura. "Sono sicuro dei buoni presupposti, ma non ci onora il fatto che il nostro nome sia incollato sulla fiancata di un'auto" ha dichiarato Hoskin, aggiungendo che "il modo migliore per farlo è riconoscere il nostro governo sovrano, il nostro ruolo in questo Paese, la nostra storia, cultura e lingua e avere un dialogo significativo con tribù riconosciute federalmente in merito all'adeguatezza culturale". La Casa, inoltre, usa anche la nomenclatura Mojave per identificare uno specifico allestimento: il nome indica un noto deserto degli Stati Uniti, ma anche la Mojave Tribal Nation, una tribù indigena originaria dell'omonima regione desertica.

La risposta della Jeep. Dopo la richiesta del capo Hoskin di porre fine all'uso del nome Cherokee, la Jeep ha dichiarato: "I nomi dei nostri veicoli sono stati scelti con cura e coltivati ​​nel corso degli anni per onorare e celebrare i nativi americani per la loro nobiltà, abilità e orgoglio. Siamo più che mai impegnati in un dialogo rispettoso e aperto con il capo della Cherokee Nation". Ma Cobb-Greetham, un membro della Chickasaw Nation, altra nazione nativa americana riconosciuta a livello federale, sottolinea invece la sovranità dei Cherokee nella scelta di come usare il proprio nome: "Se hai intenzione di onorare qualcuno, dagli un riconoscimento. Se intendi usare il loro nome per un prodotto, stai solo vendendo". Un funzionario della Cherokee Nation, inoltre, ha comunicato che alcuni rappresentanti della Jeep hanno contattato telefonicamente Hoskin all'inizio di febbraio, ma la posizione della tribù sull'uso del nome non è cambiata.

Anche lo sport cambia rotta. Nella nota scritta, Hoskin ha alluso anche a concetti di giustizia razziale sdoganati dopo le proteste del Black Lives Matter della scorsa estate, così come a vari episodi avvenuti nel mondo dello sport. A dicembre, per esempio, la squadra di baseball di Cleveland, che gioca nella Major League, ha deciso di abbandonare il nome "Indians" e la relativa mascotte (una caricatura di un nativo americano). Lo scorso luglio, la squadra di football di Washington D.C., impegnata nella Nfl, ha annunciato che avrebbe smesso di usare il soprannome "Redskins" (pellerossa), a lungo considerato un insulto razziale. Questo fenomeno si estende anche a tutto il mondo industriale, non solo al settore auto: la scorsa primavera, infatti, l'azienda casearia "Land O' Lakes" ha rimosso dalle sue confezioni l'immagine di una donna nativa americana, che da anni contraddistingueva i suoi prodotti.




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